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Winter Challenge to Monte-Carlo: trionfano Colton e Pickering su Porsche 911

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Winter-Challenge-to-Montecarlo-2016

È stata una battaglia epica, vinta e persa proprio nell’ultimo giorno di gare. Ad imporsi, alla fine, sono stati Charles Colton e Ryan Pickering alla guida della loro fiammeggiante Porsche 911, in una cinque giorni emozionante, risoltasi solo il 25 febbraio, poco prima del traguardo. Con la quasi totale mancanza di quella che si rivela, solitamente, una delle protagoniste dell’evento, ovvero la neve.

Ma le emozioni non sono comunque mancate, con la gara che ha visto prendere delle pieghe inaspettate in corso di svolgimento, per guai di tipo meccanico e per errori marchiani di piloti esperti. Nei primi giorni di gara, dopo i test di guida e le sezioni di regolarità, la gara è entrata nel vero vivo, affrontando i colli e i passi leggendari che già nel 1911 erano affrontati da quelli che verranno ricordati come rallysti leggendari: itinerari che ancor oggi fanno parte a pieno regime del WRC, ovvero il campionato mondiale di rally.
[/av_textblock] [av_image src=’http://www.coratoalonso.it/wp-content/uploads/2016/01/vuoi-restaurare-la-tua-auto-d-epoca-richiedi-preventivo-2.jpg’ attachment=’14301′ attachment_size=’full’ align=’center’ styling=” hover=’av-hover-grow’ link=’page,4097′ target=” caption=” font_size=” appearance=” overlay_opacity=’0.4′ overlay_color=’#000000′ overlay_text_color=’#ffffff’ animation=’no-animation’][/av_image] [av_textblock size=” font_color=” color=”] Il resoconto della gara

Partita da due location differenti, Echternach in Lussemburgo e Epsom, nel Regno Unito, gli equipaggi hanno preso parte, come ampiamente previsto, ad una gara focalizzata sulla resistenza e l’abilità di guida piuttosto che sulla velocità. L’organizzatore della gara, Bob Rutherford, ha comunque pensato ad un percorso nel quale le automobili potessero sfrecciare in campo aperto, specie nel nord della Francia, ma anche esibirsi in guide al limite dell’impossibile, in percorsi intricati e adatti solo agli automobilisti più esperti, come quelli che hanno dovuto affrontare a Cols e Puys.

Nella prima giornata la coppia John Label e Leigh Powley è subito balzata al comando della classifica, sebbene abbiano dovuto, per un problema meccanico, cambiare la propria auto, passando da una Sunbeam Tiger a una Alfa Romeo Giulia. Un problema che li ha inevitabilmente condizionati. Lo stesso Powley ha confermato che nonostante il primo posto, quello della coppia è stato con ogni probabilità l’avvio di gara più scarso degli ultimi anni. E nel secondo giorno di gare si è materializzato il primo cambio al comando della gara, con Jan Ebus, già vincitore dell’edizione del 2014, e il suo navigatore dalla comprovata esperienza, Bart den Hogart, che sono riusciti a mantenere la propria vettura in vetta alla classifica fino all’ultimo giorno, quando un errore fatale, li ha fatti scalare al secondo posto. La strada  è stata quindi libera per quello che si è rivelato poi essere l’equipaggio vincitore, ovvero la coppia formata da  Charles Colton e Ryan Pickering, a bordo della loro Porsche 911.
[/av_textblock] [av_gallery ids=’14996,14997,14998,14999,15000′ style=’thumbnails’ preview_size=’portfolio’ crop_big_preview_thumbnail=’avia-gallery-big-crop-thumb’ thumb_size=’portfolio’ columns=’5′ imagelink=’lightbox’ lazyload=’deactivate_avia_lazyload’] [av_textblock size=” font_color=” color=”] Ma questo non significa che sia stata una vittoria scontata e facilitata, tutt’altro. La performance del pilota, infatti, è stata strepitosa, a tal punto che l’equipaggio è riuscito nell’impresa di incorrere nel numero minore di penalità. E se solo la loro vettura fosse stata di un anno più vecchia, la vittoria sarebbe stata schiacciante, con un enorme distacco di punti. Ma si sa, anche un anno fa la differenza!

[/av_textblock] [av_textblock size=” font_color=” color=”] Photo credit &  Source News & Text: F&R Rastrelli / HERO | Gianluca Anoè
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