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1899 Packard n 1: risvegliata dopo 85 anni di letargo

La 1899 Packard n 1 dopo 85 anni di letargo alla Lehigh University in Ohio, andrà in restauro!

85 anni di riposo per la 1899 Packard n 1 alla Lehigh University in Ohio, infatti questo meraviglioso modello, questa opera d’arte giustamente custodita in una teca appositamente realizzata, rappresenta proprio il primissimo modello costruito dalla Packard, denominata in realtà “Modello A”. Essendo infatti concepita quattro anni prima della divisione della casa automobilistica in due diverse sedi e sapendo che il marchio Packard si distinguerà proprio dopo questa divisione, non sarebbe una Packard in realtà, ecco perché “Modello A“, ma gli storici autorizzati Packard la considerano tale e la annoverano con vero orgoglio come Packard n. 1 con onore ed eccellenza!
In realtà, da quella famosa teca posta ben in vista nell’atrio universitario della facoltà di ingegneria, la 1899 Packard n 1 qualche volta si è mossa, infatti di tanto in tanto negli anni, visto che è stata sempre mantenuta funzionante nelle parti meccaniche e controllata per il suo buon proseguo negli anni, gli studenti più arditi , di nascosto (si fa per dire) la facevano uscire per delle piacevolissime scampagnate intorno alla città e sembra, sia stata oggetto anche di qualche servizio fotografico, su richiesta e con il permesso dell’Università stessa.
Nel 1899 a Warren in Ohio i fratelli Packard, James Ward e William Doud, già proprietari di un azienda di prodotti elettrici, si avvicinarono al mondo dell’auto per curiosità ed acquistarono da Winton a Cliveland, una delle prime autovetture da lui costruite. La cosa curiosa è che quest’auto, acquistata, rivelò numerosi difetti e guai nella meccanica e questa fu la olla che fece scattare la passione per la costruzione di nuovi modelli d’auto più sicuri e funzionanti e nel 1899 venne presentato il “Modello A”, (la nostra 1899 Packard n 1) in soli 5 esemplari: era il 6 novembre del 1899.
Il successo arrivò subito ed i fratelli Packard iniziarono l’avventura dell’ “Ohio Automobile Company” che introdusse molti cambiamenti nella meccanica di questa monocilindrica da 9 cavalli a vapore, come per esempio lo sterzo a volante e non a barra come fino a quel momento veniva fatto, l’introduzione di una pompa idraulica per il sistema di raffreddamento, un sistema per il controllo delle perdite d’olio e non da ultimo, un carrozzino più comodo e spazioso anche per trasportare cose oltre alle persone. Nonostante tutto questo e considerato che il mondo auto era ancora agli albori, il sistema meccanico seppur migliorato, rimaneva ancora molto primitivo.

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Nel 1902, nuovi investitori affascinati dall’evoluzione della “carrozza a motore“ e desiderosi nello sconfiggere le barriere della non conoscenza, correndo verso un futuro glorioso, entrarono con nuovi capitali in azienda, la quale cambiò nome e diventò la “Packard Motor Car Company” con sede a Detroit. Fino al 1901 furono costruiti solo modelli monocilindrici, dal 1902 la Packard da subito sviluppò vari modelli bicilindrici e nel 1904 il primo modello a 4 cilindri. Nel 1915 fu progettato il primo motore a 12 cilindri costruito in serie e montato sulla Packard Twin Six prodotta fino al 1932.
La Packard negli anni ‘20, anni di forte sviluppo nel mondo auto, fu annoverata tra le tre “P”: Packard, Pierce-Arrow, Peerless , che erano le tre case automobilistiche statunitensi dell’epoca, capaci di produrre auto funzionali ma dotate di classe ed eleganza anche nello stile per comfort e design.
La casa automobilistica Packard superò dignitosamente la crisi del 1929 senza, quindi, rischiare la chiusura, proseguendo nell’innovazione e nella produzione di molti altri modelli negli anni a seguire, tanto che nel 1948, data la buona condizione economica, nonostante la guerra fosse finita da poco, per competere con i grossi marchi americani di auto prestigiose come la Cadillac, la Lincoln e la Crysler, sforna dei nuovi modelli di lusso, senza però prestare attenzione ai prezzi immessi sul mercato, provocando a breve un dissesto economico che arrivò all’apice nel 1951 quando i nuovi modelli super lusso della Packard presentati al pubblico, non piacquero perché non ritenuti alla moda.
Successivamente a questo flop, la Packard si fuse con gli altri grandi gruppi di Detroit nei quali riuscì a mantenere vivo il nome Packard nella denominazione d’azienda sino al 1962, quando il Consiglio di Amministrazione della Studebaker-Packard Corporation deliberò che il nome Packard fosse tolto dalla dicitura della compagnia.
Alla casa automobilistica Packard, va il merito di aver introdotto il comando dello sterzo a volante, ma ricordiamo che fu anche la prima casa automobilistica ad introdurre nelle sue vetture l’aria condizionata ed i vetri elettrici, oltre alla chiusura centralizzata, inventata da Scripps-Booth nel 1914.
Nonostante non vi siano comunque, molte informazioni precise sul “Modello A”, ovvero sulla 1899 Packard n 1, da alcune fonti si apprende che per 30 anni rimase di proprietà della famiglia Packard, che venne usata quasi costantemente fino al 1929, anno in cui fu donata alla facoltà di Ingegneria della Lehigh University .
L’università, dopo 85 anni, ha deciso di rinnovare l’ingresso e pertanto di dedicare più spazio e più visibilità alla 1899 Packard n.1, pensando ad una nuova teca, più moderna, munita di illuminazione a led e fibra ottica, la quale possa esaltare la prestigiosa auto d’epoca, dandole il giusto risalto e nello stesso tempo rinnovando con orgoglio, alla memoria degli studenti della prestigiosa università di ingegneria dell’Ohio, quanto ingegno e manodopera e zero tecnologia moderna, abbiano portato alla creazione di un‘auto di tale prestigio. Il processo di ammodernamento del luogo di nuova esposizione per la 1899 Packard n 1 e anche il ripristino del suo splendore potranno durare dei mesi, ma sicuramente lo splendore ritrovato sarà straordinario e a questo punto indelebile nel tempo per altri 85 anni e più!
La 1899 Packard n 1 è uno dei più importanti esempi dell’ingegno umano nella meccanica, nello stile e nella concezione di utilità; una vera apertura verso il futuro in quell’inizio secolo, che si sarebbe poi rivelato il secolo più produttivo ed innovativo in assoluto fino ad oggi.

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Photo credit: BR Howard – Lehigh University | News Sourceblog.hemmings.com |Text: Luciana Zaccaria

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