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Certificato di proprietà: Stop al cartaceo, Via al digitale

Certificato di proprietà: Stop al cartaceo, Via al digitale

Il certificato di proprietà diventa digitale.

Questo documento è molto importante perché attesta la reale proprietà del veicolo. Al suo interno sono infatti riportati i dati del mezzo ( targa, il numero di telaio, i cavalli fiscali e quando è stato immatricolato) e i dati del proprietario. Questa voglia di modernizzarsi però arriva in un momento “scomodo” e inevitabilmente, sta facendo discutere gli italiani.

Tale documento cartaceo entrò in vigore nel 1927 e da allora di cose ne sono cambiate. Se all’inizio il CdP era scritto a mano, negli anni ’70 nacque l’archivio informatico. Altra tappa fondamentale è stata raggiunta i 5 ottobre 2015 quindi il certificato di proprietà diventa digitale ed è consultabile online.

Il CdP è importante non solo per dimostrare la proprietà del veicolo in caso di controlli, ma anche per poterlo vendere o rottamare. L’attestato online verrà conservato negli archivi magnetici del Pubblico Registro Automobilistico (PRA).

L’ACI, che ha messo in atto questo cambiamento nominandolo Semplificauto, si dice orgoglioso sul proprio sito che il PRA è tra le pubbliche amministrazioni centrali che per prime hanno “completato il processo di digitalizzazione”.

Quello che fa pensare e accende i dibattiti a livello nazionale è che il certificato di proprietà passi da una forma cartacea a una virtuale dopo pochi mesi che è stata approvata quella riforma che prevede, in un futuro non ancora stabilito, di fondere i due attestati (certificato e libretto di circolazione) in uno solo. Il vantaggio ovviamente è quello di avere una sola modalità di archiviazione e un discreto risparmio per noi cittadini.

Aci ovviamente non può approvare tale unione in quanto uno dei suoi principali compiti è proprio quello di mantenere il Pubblico registro automobilistico. Ecco che, quando tale certificato dovrà essere unito con il libretto in seguito alla riforma della pubblica amministrazione, ACI risponde digitalizzando e rinunciando a 4.5 milioni di guadagno per le richieste di duplicato che annualmente vengono avanzate dai proprietari dei veicoli che hanno smarrito il loro CdP necessario appunto per la vendita/rottamazione.

La nuova norma metterebbe fine a un doppione molto costoso. Il certificato di proprietà e la carta di circolazione dovranno in poche parole essere uniti, eliminando finalmente una grande perdita economica per noi cittadini.

Quando si dirà addio al cartaceo?

L’idea di rendere il certificato di proprietà digitale è diventata reale il 5 ottobre 2015 ma, per completare questo passaggio occorreranno alcuni mesi. Dovrà essere ultimato a febbraio 2016. Ci sarà comunque un regime transitorio per gestire le pratiche durante il passaggio. Comuni e Notai durante il passaggio continueranno a utilizzare il metodo tradizionale.

Coloro che invece acquistano un nuovo veicolo o faranno nuove trascrizioni, riceveranno solo il codice di accesso che permette di consultare il certificato di proprietà direttamente sul sito ACI.

Quali sono i vantaggi?

Il fatto che il certificato di proprietà diventi digitale non ha purtroppo vantaggi di carattere economico. La spesa per l’Imposta Provinciale di Trascrizione (IPT) resterà infatti sempre la stessa, con tariffa base in caso di acquisto di 150,80€ (che potrà essere aumentato da provincia a provincia del 30%).

Il vero vantaggio di questa digitalizzazione è l’abolizione del documento materiale, fattore che porta a una maggiore sicurezza. Non ci sarà più il rischio di smarrimento o furto ad esempio. Purtroppo può capitare di smarrire il CdP ed ecco che sarà necessario esporre denuncia per ottenere poi il duplicato.

Grazie alla digitalizzazione vengono stimati 30 milioni di fogli di carta risparmiati. Un’ottima notizia quindi sia sul fronte ambientale che quello organizzativo all’interno dell’ente stesso, che potrà ridurre i costi gestionali e risparmiare spazio in archivio.

Photo credit: Rosita Corato | Text: Claudia Lemmi

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