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Citroen DS: Lo squalo compie 60 anni

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La Citroen DS nasce nel 1955 dalla penna del designer italiano Flaminio Bertoni ed è subito un successo!

Compie 60 anni la mitica Citroen DS considerata la creazione più innovativa del Designer italiano Flaminio Bertoni , padre, anche, della Citroen Traction Avant e della Citroen 2CV!
Presentato al Salone di Parigi nell‘ ottobre del 1955, lo “Squalo” nel suo primo giorno ha raggiunto i 12.000 ordini: la Citroen DS piace per la linea sinuosa, ma aggressiva e per il sistema di sospensioni idropneumatico creato dalla casa automobilistica francese in collaborazione, oltre che con Bertoni, anche con l’ingegnere aeronautico Andrè Lefebvre e Paul Mages. La Citroen DS per 20 anni detta legge nel mercato automobilistico internazionale: un’auto di classe dallo sguardo altero, dal carattere francese, tanto che a motore acceso si avverte il suo temperamento snob.
Ci son voluti ben 18 anni per giungere alla creazione dello “Squalo” e sostituire degnamente il modello Citroen Traction Avant!
La Citroen DS viene prodotta in versione berlina, cabriolet e break, ma viene anche creata la versione berlina sportiva, che permette alla Citroen DS di primeggiare al “Rally di Montecarlo” nel 1959 dove rivince nel 1966 e in Finlandia nel 1962 dove vince la “Mille Laghi”. La Citroen DS viene prodotta dal 1955 al 1975 nelle varie versioni su progetto di Andrè Lefebvre e design di Flaminio Bertoni, versioni che ancor oggi destano la curiosità del pubblico, soprattutto per lo stile radical-chic che la DS ispira! Capolavoro della casa automobilistica francese la DS colpisce per le soluzioni tecniche e stilistiche a dir poco rivoluzionarie, tanto che molte delle innovazioni tecnologiche sono state copiate molti anni dopo da altre case produttrici.
La creazione fisica della carrozzeria viene affidata a Pierre Franchiset e all’italiano Walter Becchia la progettazione del motore, data la sua precedente importante esperienza presso la Talbot.
Pierre Boulanger, al comando della casa Citroen, pretende un telaio affusolato e leggero, tanto da apparire come una rivisitazione moderna, più aerodinamica della precedente Citroen Traction Avant, ma dopo anni di studio del modello che avrebbe dovuto rilanciare il marchio Citroen, esce una linea nuova, con un muso importante, spiovente, che già ne delinea il carattere nobile. Purtroppo Pierre Boulanger muore nel 1950 a causa di un incidente automobilistico a progetto DS non ancora terminato: gli succede Robert Puiseux che continuò con convinzione il progetto, tanto da produrre un prototipo poco tempo dopo chiamato “Ippopotamo” a causa del cofano anteriore ad apertura integrale. Proprie del prototipo erano anche le carenature dei passaruota posteriori che sarebbero state caratteristiche della Citroen per altri 4 decenni. Fu anche studiata la carreggiata posteriore più ridotta rispetto all’anteriore che doveva essere più robusta proprio per supportare le famose sospensioni idropneumatiche che avrebbero fatto storia nella DS e quindi in casa Citroen!
Fu utilizzato come propulsore una versione rinnovata e potenziata del vecchio motore 1.9 montato in modelli precedenti e nel 1955, dal prototipo, vennero realizzati 21 modelli di pre-serie come pubblicità ed esposizione ed uno di questi modelli esposto il 6 ottobre del 1955 al Salone di Parigi, fece la storia della produzione Citroen DS in grande stile.
Perché DS ? Le risposte sono sostanzialmente due, entrambe atte a sottolineare l’eleganza e l’intraprendenza signorile del nuovo modello Citroen: la prima perché DS pronunciato in francese sembra a significare “dea” e la seconda perchè DS sta a “Desiree Speciale” , del resto un ammiraglia di così particolare bellezza non poteva che rappresentare il sogno di molti. Ancora oggi quando di vede passare lo “Squalo” non si può non notare il sibilo della sua particolare accelerata e la sua linea particolare, soprattutto nella versione cabriolet, che la rende un’elegante sportiva: un’auto d’epoca al giorno d’oggi ancora avveniristica nel suo stile. Chi non rimane affascinato nel vederla silenziosa e dormiente appoggiata quasi al suolo e poi scoprire come, con un giro di chiave, lentamente ed elegantemente alzandosi su se stessa, prende possesso della strada con una regalità ancora sorprendente!
La prima versione prodotta presentava fari circolari sostituiti poi nel 1967 con dei fari allungati a goccia dallo sguardo un po’ spocchioso ma accattivante, i fari posteriori allungati furono poi sostituiti con dei fari a forma rettangolare, ma la particolarità nello stile dell’auto erano le frecce collocate sopra i montanti posteriori nell’angolo in alto della capotta. Freni a disco anteriori e a tamburo posteriori con i dischi freno realizzati in ghisa, CV di potenza, massima a 4500 giri /min, velocità massima 140km/h, nelle prime versioni per poi nelle ultime versioni di fine serie 115Cv con cambio manuale a 5 marce e nella versione DS 23 I.E. 141CV e 191 km/h. Nel tempo sia in potenza , che in velocità che in stile la Citroen DS è stata notevolmente migliorata, ma delle tre versioni berlina, break e cabriolet la cabriolet fu la versione più prestigiosa ed infatti, rimane ancor oggi, la più bella e desiderata: un’auto d’epoca veramente indimenticabile!
Non meno regale il design interno con un volante ad un’unica razza, il cruscotto ad illuminazione regolabile con contachilometri, tachimetro, orologio e rilevatore di carburante ed altre spie di sicurezza come quella per la rilevazione dei fari, quella degli indicatori di direzione e quella per la pressione dei freni. I tergicristalli erano azionati da un pomello a parte in caso di mal funzionamento del dispositivo elettrico che li azionava automaticamente e per finire un dispositivo che azionava una tendina a copertura del radiatore in caso di gelo …..insomma…una vera regina della strada la Citroen DS ! Tanto era bella che quando passava sinuosa sembrava voler la strada tutta per sé, come a voler inghiottire le banali, a suo avviso, utilitarie e, quindi, come non definire sia per forma, che per carattere, quest’auto uno Squalo?…..

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Photo credit & Source News: motorpasion.com

Testo di: Luciana Zaccaria

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