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La Microcar da 100.000 dollari una Peel P50

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Non solo supercar: tra le protagoniste della prossima asta RM Sotheby’s, prevista per oggi 12 di Marzo ad Amelia Island, spicca uno splendido esemplare di Peel P50, nota microcar costruita nel corso degli anni ’60 e caratterizzata da una straordinaria economia d’esercizio. Facente parte del lotto di 26 esemplari ancora esistenti della serie di 47 prodotta da Peel, l’esemplare proposto in vendita da RM versa in condizioni eccellenti ed è stimato tra i 75.000 ed i 100.000 dollari.

Di solito le grandi protagoniste delle aste internazionali, come quella che avrà luogo sotto da direzione di RM Sotheby’s oggi ad Amelia Island, sono le vetture sportive, soprattutto se caratterizzate da condizioni di uso impeccabili e se arricchite dalla presenza di un palmares sportivo di notevole entità. Eppure, talvolta, aste di grande livello sono anche il contesto ideale per imbattersi in alcune primizie del mondo automobilistico, come la Peel P50 che RM porrà all’incanto il prossimo sabato.

Illustre esempio di vetturetta nata per assolvere nella maniera più economica possibile la funzione di citycar minimalista, la Peel P50 è recentemente tornata alla ribalta grazie alla presenza di uno dei 47 esemplari costruiti durante una puntata di Top Gear, programma televisivo inglese all’epoca diretto dall’esuberante Jeremy Clarckson. La microcar, contrassegnata dal numero di lotto 198, verrà posta all’incanto con una quotazione compresa tra i 75.000 ed i 100.000 dollari. La stima, apparentemente eccessiva per la categoria d’appartenenza della vettura, è giustificata dalla rarità del modello (si stima infatti che ne siano sopravvissute appena 26) e per le condizioni quasi eccellenti dell’esemplare proposto dalla nota casa d’aste.
[/av_textblock] [av_image src=’http://www.coratoalonso.it/wp-content/uploads/2016/01/vuoi-restaurare-la-tua-auto-d-epoca-richiedi-preventivo-6.jpg’ attachment=’14321′ attachment_size=’full’ align=’center’ styling=” hover=’av-hover-grow’ link=’page,4097′ target=” caption=” font_size=” appearance=” overlay_opacity=’0.4′ overlay_color=’#000000′ overlay_text_color=’#ffffff’ animation=’no-animation’][/av_image] [av_textblock size=” font_color=” color=”] Curata per molti anni dal noto Bruce WeinerMicrocarMuseum, l’automobile è il modello più famoso prodotto dalla Peel, azienda situata al confine tra l’Inghilterra e l’Irlanda e specializzata proprio nella produzione di veicoli a basso costo. In quest’ottica, la P50 rappresenta uno degli esempi più fulgidi della logica costruttiva e concettuale che ha guidato lo sviluppo di tutte le microcar che, soprattutto tra gli anni ’50 e i ’60, sono state lanciate sul mercato un po’ in tutta Europa, spesso grazie all’iniziativa di piccoli complessi industriali a carattere poco più che familiare.

In grado di divincolarsi nel traffico con estrema disinvoltura, grazie anche alle dimensioni particolarmente contenute, la Peel soffre oggi, almeno nell’impiego quotidiano, per la sola limitata altezza da terra, che rende sconsigliabile e poco gradevole l’utilizzo della vettura in contesti particolarmente  caotici. Per il resto, la P50 si rivela ancor oggi un’auto perfettamente in linea con i fondamenti che hanno animato il progetto che l’ha portata alla luce: economica nella gestione e parca nei consumi, la microcar sfoggia anche prestazioni relativamente vivaci in rapporto all’esigua potenza erogata dal suo propulsore da appena 50cc.
[/av_textblock] [av_gallery ids=’15066,15067,15068,15069,15070′ style=’thumbnails’ preview_size=’portfolio’ crop_big_preview_thumbnail=’avia-gallery-big-crop-thumb’ thumb_size=’portfolio’ columns=’5′ imagelink=’lightbox’ lazyload=’deactivate_avia_lazyload’] [av_textblock size=” font_color=” color=”] La carrozzeria del simpatico mezzo inglese è realizzata in vetroresina, mentre l’abitacolo, fortemente minimalista, è predisposto per accogliere il solo guidatore. In nome della logica della semplicità, l’auto non dispone nemmeno della retromarcia, ma di un pratico maniglione che, collocato nella parte posteriore, permette al guidatore di girare la macchina, dall’esterno, nella posizione più consona a poter successivamente riprendere la marcia.

L’esemplare proposto all’incanto da RM Sotheby’s è in assoluto uno dei più belli in circolazione: fresco di restauro, sfoggia infatti una verniciatura rossa ancora lucida (scalfita solo da un piccolo graffio sul parafango anteriore destro), cromature brillanti ed interni curati.

A tutto ciò si aggiunge la graziosa linea, quasi fumettistica, sviluppata verso l’alto e contrassegnata dal singolo faro collocato al centro del tipico frontale a sbalzo.
[/av_textblock] [av_textblock size=” font_color=” color=”] Photo credit &  Source News & Text: Greg Keysar ©2016 Courtesy of RM Sotheby’s | Massimiliano Idonea
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