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Abarth Classiche inaugurato il nuovo progetto

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Abarth Classiche è un progetto di ampio respiro che va dal restauro delle Abarth storiche alla catalogazione della componentistica, fino alla creazione del Registro Storico Abarth. Inaugurato il 18 novembre presso le Officine Abarth di Mirafiori a Torino

Officine Abarth Classiche

Sabato 18 novembre presso le Officine Abarth nello stabilimento di Mirafiori, è stato presentato il progetto Abarth Classiche, uno spazio di 900 mq dedicato al restauro delle Abarth storiche.
Madrina dell’iniziativa Anneliese Abarth, la moglie di Carlo, che ha accettato con entusiasmo questo ruolo per far conoscere la lunga storia dell’azienda fondata dal marito il 15 novembre 1949.
Anneliese Abarth continua oggi a rappresentare lo Scorpione ed è presidente della Carlo Abarth Foundation nonché brand ambassador rappresentando il marchio ai numerosi eventi per auto d’epoca e agli incontri internazionali dei diversi club.
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Registro Abarth

Le Officine Abarth sono solo il primo passo di un progetto di ampio raggio che prevede la creazione del Registro Abarth, con lo scopo di radunare tutti gli appassionati del marchio con una serie di eventi (dai raduni alle corse per auto storiche), gestiti dall’ACI attraverso Aci Storico.
Il Registro Abarth, legato al Registro Fiat Italiano, avrà la funzione di coordinare tutte le attività di un club dinamico e dal respiro internazionale, attraverso la partecipazione a molti eventi del settore, che si divideranno in quattro categorie: fiere espositive, eventi culturali, raduni e competizioni.
Condividerà la segreteria con il Registro Fiat Italiano, con il quale è avviata una sinergia che porterà allo sviluppo di nuove iniziative.
Attualmente Abarth Classiche gestisce alcune vetture appartenenti alla Collezione Fiat-Lancia, automobili dalla importante storia sportiva: una Fiat Abarth 124 Rally ufficiale del 1974, una Fiat Abarth 131 Rally del 1976 con i colori Alitalia, e la Lancia Rally (037), ultimo esemplare costruito in Abarth nel 1984 con i colori Martini.
Fanno inoltre parte di Abarth Classiche anche tre prototipi da record: la monoposto condotta dallo stesso Carlo Abarth alla conquista del record di accelerazione sui 400 e 500 metri nel 1965 e due berlinette monoposto carrozzate da Bertone e Pininfarina. Sono automobili che rappresentano la storia dello Scorpione e che prenderanno parte ad alcuni degli eventi più prestigiosi del calendario internazionale.
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Come funzionano le Officine Abarth Classiche

I dettagli vengono curati con la massima cura e grazie, fino alla ricostruzione di particolari che non si possono trovare in commercio, secondo i disegni originali. Ogni fase del restauro viene ripresa fotograficamente, per fornire al cliente una documentazione completa dei lavori eseguiti.
Grazie ad un profondo ed attento lavoro di catalogazione e digitalizzazione, è stato possibile recuperare disegni tecnici e documentazione per garantire restauri accurati e fedeli. Prerogativa indispensabile per mantenere la conformità rispetto all’originale e ottenere la certificazione di autenticità dei componenti meccanici (motore, cambio, scarico e sospensioni), per la quale Abarth si è avvalsa dei consigli e dell’esperienza in questo campo dell’ ASI e della FIVA per la definizione della propria procedura di certificazione.
Il proprietario di una Abarth di interesse storico può prenotare una visita preventiva del veicolo dal sito abarthclassiche.com e compilando un modulo online, oppure chiamando il numero verde Abarth. È previsto anche un servizio di trasporto dedicato con ritiro della vettura a domicilio.
La diagnosi preliminare serve a individuare la datazione storica del modello ed a identificare gli interventi necessari, avvalendosi della documentazione dell’archivio storico.
Il preventivo di massima viene presentato prima dell’inizio dei lavori, e le vetture sono restaurate seguendo le nove fasi del processo di restauro Abarth: dalla ricerca storica alla delibera della vettura. Il cliente è poi costantemente informato sull’avanzamento delle operazioni, al termine delle quale la vettura riceve una certificazione con un dossier molto completo contenente tutti i particolari del modello e i dettagli del restauro.
Superati i controlli sulle vetture, ai clienti, viene consegnato l’attestato di Certificazione Componenti Meccanici Abarth, la placca di certificazione e il relativo libretto di certificazione contenente tutta la documentazione tecnica e fotografica della certificazione svolta nelle nostre Officine.
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L’ufficio di Carlo Abarth

All’interno delle Officine Abarth è stato ricostruito l’ufficio di Carlo Abarth utilizzando l’arredamento della sede storica. Un luogo suggestivo, dove non mancano elementi caratterizzanti come i suoi occhiali e il cestino di mele. Il fondatore della Casa dello Scorpione seguì una ferrea dieta basata sulle mele, frutto che gli ricordava la natia Austria, per perdere il peso necessario a entrare nell’abitacolo della monoposto con cui batté personalmente il record di accelerazione sul quarto di miglio nel 1965.
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Le date importanti della storia di Carlo Abarth

Carlo Abarth nacque a Vienna nel 1908.
Nel 1928 coglie i primi successi in sella a una Motor Thun e nel 1929 costruisce la sua prima moto personalizzata con il marchio Abarth. Purtroppo, durante una competizione a Linz, un grave incidente lo costringe ad abbandonare le moto, ma non ad abbandonare la voglia di sfidare sé stesso e i propri limiti: continua a gareggiare con i sidecar, mezzo che proprio lui porta all’apice della fama grazie a imprese come la sfida con il treno Oriente Express, naturalmente vinta.
Nel 1939 un secondo grave incidente lo obbliga ad abbandonare le competizioni.
È l’inizio di una seconda vita.
Nel 1945 si trasferisce a Merano e diventa cittadino italiano.
Nel 1949, dopo una breve esperienza in Cisitalia, fonda la Abarth &C. La prima vettura prodotta fu una 204 A Roadster, derivata da una Fiat 1100, che vinse immediatamente il campionato italiano 1100 sport e quello di formula 2. Affianca l’attività racing con la realizzazione dei kit di elaborazione per il grande pubblico: le marmitte di scarico nel corso degli anni diventano una icona dello “stile Abarth” grazie all’inconfondibile rumore sordo e pieno.
Nel 1962 produce, con uno staff di 375 persone, 257.000 marmitte, delle quali il 65% è destinato all’esportazione. La combinazione tra un’abile campagna pubblicitaria e l’attività corse determina il successo dei componenti e dei kit Abarth. Tra la fine degli anni Cinquanta e lungo tutti gli anni Sessanta il marchio Abarth tocca il proprio apice.
Il 18 giugno 1956 con una Fiat Abarth 750 carrozzata Bertone firma un primato di durata e velocità: sulla pista di Monza, batte il record delle 24 ore dove copre 3.743 km a una velocità media di 155 km/h. Poi, dal 27 al 29 giugno, sullo stesso circuito lombardo, inanella numerosi record: i 5.000 e i 10.000 km, le 5.000 miglia e anche le 48 e le 72 ore.
Nel 1957, alla 24esima Mille Miglia, erano presenti ben 20 vetture dello Scorpione nella classe 750, e di queste ben 16 terminarono la gara. Nel frattempo viene siglato un accordo di esclusiva per la distribuzione negli USA con Franklin Delano Roosevelt Jr., figlio del presidente degli USA.
Nel 1958 Abarth trasforma la piccola utilitaria Fiat 500 esaltandone al massimo le potenzialità. Fiat, che si impegna a riconoscere premi in denaro alla Abarth in base al numero di vittorie e record che la scuderia sarebbe riuscita a realizzare. Un palmares impressionante rappresentato da 10 record del mondo, 133 record internazionali, più di 10.000 vittorie su pista.
Gli anni 60 sono il decennio d’oro di Abarth, ormai sinonimo di “velocità”, “coraggio”, “prestazione”, “elaborazione”. È lungo l’elenco delle vetture che hanno scolpito il nome Abarth nella storia dell’automobilismo: dalla 850 TC, che vinse su tutti i circuiti internazionali compreso il Nurbrugring, alla Fiat Abarth “1000 Berlina” fino alla 2300 S, che sul circuito di Monza infila una straordinaria serie di record nonostante condizioni atmosferiche proibitive.
Dal 1971 la Abarth diventa a tutti gli effetti di proprietà di Fiat Auto, e l’ultima vettura alla cui realizzazione partecipa attivamente il fondatore del marchio è la A112 Abarth.
Negli anni 80 la storia prosegue con vetture celebri quali la Fiat 131 Abarth campione del mondo di rally e la Ritmo Abarth.
Carlo Abarth si era tuttavia spento il 24 ottobre 1979, sotto lo stesso segno della nascita: quello dello scorpione.

Le Abarth nel corso dei decenni

Abarth anni Cinquanta
Cisitalia 204, Abarth “1500” su base della Fiat 1400, i prototipi carrozzati da Ghia, Abarth “2000” su base Alfa Romeo 1900 Sprint, Fiat 600 e 750 derivazione Abarth, 500 derivazione Abarth e 750 Abarth carrozzate da Zagato, le famose “doppia gobba”.

Abarth anni Sessanta
850 e 1000 TC, Abarth 595 e 695 anche nelle varianti “SS” e “Assetto Corsa”, 750 Zagato “Record Monza”, 2200 e 2400, Abarth “1000 Bialbero”, Abarth-Simca “1600 GT” e “2000 GT”, Fiat Abarth 2300 S coupè, 850 OT, 1000 OT e OT 1600, OT 2000, OT 1300 “Periscopio”, “2000 Monoposto Record”, OT 1000 Coupè, 1000 OTS e OT 2000.

Abarth anni Settanta
Fiat 124, Fiat 131, Autobianchi A112 elaborate da Abarth, 58 e 70 HP, 3000 Prototipo, Lancia Rally (037), Delta S4, Delta, Fiat Uno 70S, Uno Turbo iniezione elettronica, Fiat Cinquecento 900 e Sporting Kit.

Photo credit: FCA | Text: Alessandro Da Rin Betta
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